#andràtuttobene

L’amore al tempo del Covid non è cosa facile, almeno se riferita a chi, come noi operatori del settore, resta con il fiato sospeso non sapendo esattamente se e quali servizi saranno confermati, quanto durerà la quarantena o quali potranno essere le restrizioni da rispettare durante la stagione, ammesso che una stagione ci sarà. 
Potrebbe sembrare indelicato, e in parte è penoso anche per noi pensare a un aspetto biecamente economico sul quale questa grave infezione sta allungando i suoi tentacoli. È un fatto, però, che se molte, moltissime attività sono state messe in ginocchio già dalle prime restrizioni e tante hanno dovuto sventolare bandiera bianca anche dopo pochi giorni di inattività, il nostro settore risentirà in maniera importante degli effetti del Covid-19 solo a inizio stagione, ovvero - con buona approssimazione per tutta la categoria - da metà aprile in avanti.

Una coppia di sposi israeliani che per bypassare divieti e restrizioni, ha deciso di sposarsi in un supermercato. Un gesto simpatico, ma non troppo sensato

Al momento ho sentito diversi colleghi già colpiti da qualche defezione, da alcuni rinvii e - purtroppo - da non pochi annullamenti, specie per chi lavora con maggior frequenza con i destination wedding, con chi -sostanzialmente - viene in Italia dall’estero per sposarsi. Ovviamente non è questa la sede adatta per affrontare discorsi su competenze e ritardi nella gestione della pandemia, mi preme portare la vostra attenzione su una categoria di artigiani che potrebbe veder crollare drammaticamente il proprio fatturato annuo.

Chi si occupa e vive unicamente di fotografia di matrimonio, va da sé, sta vivendo momenti di vero terrore: la preparazione di una stagione comporta investimenti non solo in termini di tempo ma anche e soprattutto economici, basti pensare che la partecipazione a un evento del settore come può essere Roma Sposa comporta una spesa minima con tre zeri e un 3 davanti a questi. E lo si fa proprio per riempire il più possibile le date, non solo i week end, che sono storicamente quelle buone per chi si sposa. Pensate quindi che angoscia possa comportare vedersi scivolare come sabbia tra le mani un servizio dopo l’altro senza avere la certezza che verranno in qualche modo rimpiazzate, dal momento che il panico - per altro giustificato, lasciatemelo dire - sta prendendo il sopravvento e se si arriva a una scelta tanto radicale, penso sia un sentimento che vada rispettato. Aggiungiamoci anche che lo stallo generale dell’economia nazionale priverà molti di entrate sicure e sulle quali si progetta la propria vita, compreso un matrimonio e che quand’anche si dovesse riuscire a riprendere i servizi nuziali, magari lo si farà in economia, tagliando su qualche servizio.

Come noi fotografi e videomaker, immagino stiano patendo parimenti anche le location di matrimonio e i catering, che di fatto concentrano il business di un’annata in un breve ma intensissimo periodo. Ecco: avendo conosciuto tanti professionisti in questi anni e avendo con alcuni di loro stretto anche un legame d’amicizia, mi sento di essere loro vicino e di incoraggiarci a vicenda con il vecchio ma sempre attuale adagio del Corvo: non può piovere per sempre. Aggiungo io che se piove, noi la festa la facciamo dentro.


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