#andràtuttobene?

Basta un semplice cambio di punteggiatura (quella che sta alla fine del titolo di questo post) e tutto, o molto, può cambiare. Poco meno di un mese fa scrivevo qui delle preoccupazioni che fatalmente stavano all’epoca attanagliando quelle categorie di artigiani, perché mi iscrivo con sommo orgoglio in questa grande famiglia di lavoratori che si occupano di ricevimenti in genere e più in particolare di matrimoni.

Purtroppo, dopo molti giorni di attesa, di studio, di contatto con colleghi, quello che in tanti temevamo si sta lentamente, e nemmeno troppo, verificando: tutti i matrimoni previsti per maggio 2020 sono stati rinviati a settembre e ottobre e, in non pochi casi, perfino al 2021; quelli di giugno idem; si sta temporeggiando per luglio 2020 ma considerando i necessari e continui rinvii sull’allentamento della quarantena non ci sentiamo di essere immotivatamente ottimisti. Per farla breve, è un gran caos sul quale si sta scommettendo come ai tempi del Milan di Kaka che poteva essere stellare e penoso insieme. 

Il commovente video realizzato da Report per testimoniare e ricordare una Roma deserta. Luoghi assai cari a noi fotografi di matrimonio

Non tutti i matrimoni richiedono una preparazione faraonica, diciamolo, ma mediamente una coppia che decide di convolare a giuste nozze impiega un annetto buono per mettere assieme tutti i servizi di cui necessiterà, dalla location al catering, dagli abiti al fotografo e poter immaginare che si riesca a posticipare la data del matrimonio con una semplice telefonata coordinando - appunto - tutte queste professionalità e facendo in modo che tutti convergano in una stessa data è fantascienza.

Inoltre, se le cose dovessero andare nel miglior modo possibile, così come tutti noi ci auguriamo, e renderci possibile una ripresa delle attività - diciamo - per settembre 2020, ci sarà un’inevitabile accavallamento tra le date già stabilite pre-Covid con quelle posticipate e ci ritroveremo in una situazione piuttosto anomala di sovraffollamento di date infrasettimanali.

A questo indubbio problema logistico si aggiungerebbe, poi, quello non meno preoccupante della partecipazione all’evento: è lecito immaginare che non appena le attività lavorative potranno riprendere in maniera regolare ci sarà un’estrema necessità di lavoro, sia in termini strettamente economici che sociologici, direi io; tanti saranno impossibilitati a partecipare al ricevimento causa lavoro e a quel punto aver rimandato sarà stato forse vano. In più, come ho già avuto modo di dire, la non remota possibilità che per i motivi di cui sopra si arrivi alla data delle nozze, diciamo, un po’ col fiato corto, senza quella disponibilità economica sulla quale si era fatto affidamento, sarebbe, ahimè, cosa più che plausibile.

Noi ci faremo comunque trovare pronti per quanti decideranno di posticipare in un periodo inconsueto con la certezza - perché no?! - di avere un servizio fotografico di matrimonio altrettanto originale e ci saremo per tutte le coppie che - come è già successo - ci chiederanno di rimandare le nozze al prossimo anno. Magari evitando, come mi è capitato di leggere sui social di colleghi con un pessimo tempismo, di dirlo al grido: “Venghino, ‘ssiori venghino! Più gente entra, più bestie si vedono!”…

Noi, intanto, siamo sicuri che torneremo a vedere Piazza di Spagna gremita di turisti, magari con tanto di papere.


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