#arianna & co

Ciao, Arianna e benvenuta sul mio blog! Raccontaci chi sei e cosa fai nell’ambito del wedding e delle cerimonie in generale.

Ti ringrazio della domanda perché purtroppo, a oggi, il mio non è ancora un ruolo ben definito, nonostante invece lo sia nella sua funzione. Arianna è un event designer, quello che si può definire un architetto dell’evento. Sono la prima persona, insieme alla wedding planner, a mettere nero su bianco qual è l’idea e l’ispirazione di un evento.

Lavoro in maniera creativa, ma allo stesso tempo dando grande importanza alla tecnica per la creazione di un progetto che possa rispecchiare il più possibile l’obiettivo e/o la personalità di chi lo richiede: un’azienda, un cliente o gli sposi. Il design negli eventi è invisibile in prima battuta e per molti lo sarà sempre, dopo l’evento diventa evidente, prorompente e inestimabile.
Quanto dico non è dimostrabile, poiché un matrimonio è unico, irripetibile. Pensare di riviverlo con o senza la regia che lo ha creato e realizzato… Sarebbe lo stesso?

Quindi il tuo ruolo è parallelo a quello della wedding planner, se vogliamo imprescindibile…

Il mio profilo mette in sinergia diversi fornitori, i quali sono protagonisti quanto gli sposi e mettono in gioco le loro competenze, la loro esperienza. In quest’ottica non mi occupo solo di coordinarli, ma li identifico come un’orchestra; in fase di progettazione la wedding planner detta le tempistiche, il designer crea la partitura e si potrebbe dire che le dà un’anima e personalità. Devo relazionarmi con diversi attori, come lo spazio di una location, organizzare gli allestimenti e relativi arredi, progettarli curando l’illuminazione per valorizzarli, abbinando la cura dei dettagli. Le competenze di un designer devono avere un assetto cronologico, partendo per esempio da una moodboard - base di ogni processo creativo - per seguire una narrazione visiva e focalizzare un concept styling preciso.

affascinanti allestimenti boho chic nella location La Porta sul Lago

Immagino che tutto questo, dopo l’incontro con il cliente, gli sposi nel nostro caso, finisca poi su carta o, volendo, su un progetto digitale.

Certo, le competenze grafiche sono lo strumento necessario che accompagna ogni fase dell’organizzazione di un progetto creativo, che rende possibile la customizzazione delle richieste, quindi la loro personalizzazione. È un lavoro di consulenza, ma non effimera: abbiamo anche l’obbligo considerare la voce costi, quindi di attenersi al budget di riferimento.

Per esempio, la scelta dei fornitori più appropriati oppure la valorizzazione dei materiali esistenti tramite la loro contestualizzazione. L’obiettivo del mio lavoro è la costruzione di un racconto in cui nulla è lasciato al caso.

Anche nel campo degli allestimenti e del planning pensi che sia in corso un’evoluzione anche e soprattutto estetica o vedi che ci sono ancora delle reticenze verso uno stile - come dire? - un po’ retrò?

A volte capita che siamo reticenti nell’accettare i cambiamenti, invece siamo molto avanti quando ci impegniamo a portare in giro per il mondo il nostro Made in Italy.
C’è da dire che siamo un paese ancora con diversi retaggi culturali; ad esempio parlando di wedding siamo tutt’ora ancorati al passaparola dei legami parentali o amicali: “Conosco Tizio, questo me lo regala Caio…
A volte è un valore aggiunto, ma spesso può perdersi per strada la professionalità, il distacco di cui necessita un servizio.

Chi fa il mio lavoro nel tempo non smette mai di studiare e prepararsi sugli scenari che si susseguono. Cerco di consigliare e sviluppare progetti nell’ottica delle tendenze attuali, senza però stravolgere la natura e l’identità dei clienti. Oggi le piattaforme social aiutano a ispirare e aggiornarsi, certo è che bisogna trovare un equilibrio caso per caso sul rinnovamento degli stili, la valorizzazione e il restyling delle tradizioni. Senza una consulenza mirata, quello che è vintage e retrò potrebbe essere confuso con il vecchio e démodé, al contrario, quello che è sofisticato e ricercato può trasformarsi in pacchiano o semplicemente brutto.

Immagino che il tuo lavoro sia fatto spalla a spalla con un floral designer e che seguitate un comune progetto concordato con gli sposi. Raccontaci quanto tempo impieghi per stabilire ogni minimo dettaglio e quanto è difficile accontentare tutti i gusti.

Collaboro con diverse figure professionali: la floral designer, per citarne una. Lavoro con lei a stretto contatto sulla progettazione. La wedding planner, ovviamente, con la quale mi interfaccio per i fornitori e la pianificazione del timing, per il banqueting e il problem solving. Il catering con il quale valuto altri aspetti, tra cui le forniture degli allestimenti, il noleggio degli arredi, il dettaglio dei materiali e il posizionamento del foodesign. Credo profondamente nel lavoro di squadra che divide i compiti ma moltiplica il successo…

Giusto! Dandolo per scontato in qualità di fotografo, e un fotografo pignolissimo, non ti avevo chiesto quanta importanza avesse la pianificazione del timing…

Le tempistiche non sono misurabili, questo è un aspetto difficile da far comprendere. È complesso anche per noi, che a volte lo perdiamo di vista. La creatività è uno stupefacente naturale, permette voli pindarici durante un processo di progettazione… tutto ciò può allungare i tempi, ma nel lavoro il tempo è denaro!

Uno degli aspetti che mi ha sempre instillato una profonda stima per planner e designer è l’impiego orario. Le vostre figure sono quelle che lasciano la location per ultime e arrivano certamente per prime, assieme al catering. Quanto tempo ti richiede un classico matrimonio, da che arrivi in location a quando riparti con tutte le tue cose?

La tua domanda è curiosa poiché il classico matrimonio potrebbe rappresentare un evento molto complesso, proprio perché tradizionale. Diciamo che risponderò sulla media in cui sicuramente mi sveglio prestissimo la mattina e rientro a notte inoltrata, in alcuni casi si allestisce direttamente dal giorno precedente; in definitiva dipende da diversi fattori come il meteo, la complessità del progetto, la trasferta.

Bisogna considerare che la fase di disallestimento richiede la medesima cura della fase iniziale: ci sono materiali noleggiati, oltre a quelli di proprietà, che devono rientrare in magazzino sani e salvi, perciò dobbiamo evitare rotture o perdite e lasciare la location nel rispetto e soprattutto nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata. Fondamentale aver creato un team di persone che siano state formate adeguatamente sulla logistica poiché a fine evento, spesso la notte, si è tutti stanchi e con la voglia di tornare presto a casa.

Anche a te chiedo un aneddoto sull’allestimento più bizzarro o sulla richiesta più assurda che ti abbiano mai fatto degli sposi.

Racconterò l’esperienza più rischiosa…

Curavo un wedding beach con cerimonia in riva al mare con tempesta in arrivo, confermata da previsioni meteo. Nonostante questo, come da progetto, l’allestimento fu organizzato esternamente, eravamo pronti all’eventuale piano B… ovvero disallestire e allestire al coperto.

Gli sposi mi chiamarono mezz’ora prima dell’arrivo per riconfermare la volontà nello svolgere il tutto come da programma, poiché il loro desiderio era così come lo avevano immaginato e così sarebbe dovuto essere…

Fu una cerimonia meravigliosa, non fece neanche una goccia di pioggia fino allo scoccare della mezzanotte…

Non dimenticherò mai quel matrimonio e nemmeno il nubifragio durante il mio rientro a casa…

Spero di lavorare di nuovo presto con te e con il tuo team e auguriamoci un 2021 pieno zeppo di lavoro. 


Se via abbiamo incuriositi, potete trovare le creazioni di Arianna sui suoi canali:

ariannapascuttini.it  •  instagram  •  facebook

Using Format