#guantibianchi

Genericamente suddivido l’intera giornata di un servizio matrimoniale in cinque fasi: preparazione sposo, preparazione sposa, rito (civile o religioso che sia), esterne e ricevimento. Non me ne vogliano i passati e futuri sposi con cui ho lavorato e con cui lavorerò, ma il momento che preferisco è senza dubbio la preparazione sposa. E’ il momento in cui vieni precipitato in un microcosmo caotico e quasi mai gestito (almeno fino all’arrivo del fotografo), quando la sposa la vedi indifesa e assolutamente dipendente dalle decisioni altrui (meglio se sono quelle del fotografo), è il momento in cui può andare tutto benissimo, ma può succedere l’irreparabile. Noi, di future spose, ne vediamo tante in un anno e vi assicuro che difficilmente ne troviamo una per la quale è tutto perfetto, tutto come programmato. A quel punto il ruolo del fotografo, che è di fatto la figura che l’accompagnerà, almeno per quel giorno, più di ogni altra persona, sposo compreso, diventa fondamentale per mettere ogni tassello al posto giusto e nascondere eventualmente quelli che non si incastrano bene a costo della propria vita! Sì, perché la sposa si affida in maniera totale e totalizzante al fotografo, più di quanto non faccia con la truccatrice, con la sorella o con la madre. Ecco, in questo credo che l’esperienza cominciata molti anni fa assieme al mio mentore Marco Di Bartolomeo, conti molto, per me ma soprattutto per le mie spose: saper leggere la situazione e agire velocemente di conseguenza, disinnescare le ansie di tutti i presenti per mettere la sposa a proprio agio, magari porgendole una sedia per posare  anche se non abbiamo alcuna intenzione di fare una foto in posa su una sedia. Ma a lei serve, come appoggio fisico ma ancor più psicologico.

Anche se tendenzialmente cerco sempre di programmare un servizio di engagement per entrare in sintonia con la coppia, le foto casa sposa sono realmente l’inizio di tutto e avere quella sensibilità, quelle accortezze in più può fare la differenza, anche nel risultato fotografico.

Sì, perché le foto della preparazione sposa - oltre ad aprire generalmente i miei album -  rappresentano quel momento in cui conosci tutti, impari a stare a distanza di sicurezza dal nonno restio a farsi fotografare; ti ingrazi la truccatrice affinché faccia presto e bene; e rassicuri la sposa che sarà bellissima e che tutto sarà perfetto. Ma vi garantisco che questo non è affatto scontato e non tutti i fotografi di matrimonio lo fanno, anzi: tanti impongono le proprie scelte - ancorché artisticamente discutibili - forzando le spose a pose per loro innaturali che porteranno necessariamente a foto altrettanto costruite. Certo, alcuni potrebbero obiettare che se una coppia ha scelto lo Studio Ammiocuggino, dovrebbe sapere che tipo di foto aspettarsi, ma questo è vero in parte, perché come si arriva a fare una foto, in un momento delicato come la preparazione sposa è altrettanto importante quanto il risultato. 

Anni fa ho seguito un matrimonio in cui sarei dovuto andare a fare le foto a casa dello sposo e, all’ultimo momento, sono stato dirottato dalla sposa perché voleva assolutamente i miei ritratti. Ho atteso pazientemente che la truccatrice finisse il suo lavoro e poi siamo rimasti io e la sposa, in un clima di assoluta rilassatezza, mentre dall’altra parte della casa si sentivano parenti e amici ridere e vociare. In meno di dieci minuti abbiamo realizzato delle splendide foto e mentre Claudia indossava i guanti bianchi, ho pensato che quando entriamo in casa altrui con la responsabilità che un servizio fotografico di matrimonio ci attribuisce, li dovremmo indossare anche noi, i guanti bianchi.


home

leggi anche:


Using Format