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Il mio primo servizio di matrimonio

Quando mi sono avvicinato alla fotografia di matrimonio grazie al mio mentore e amico Marco di Bartolomeo, non credevo in tutta onestà che un giorno sarei stato capace di gestire il mirabolante e complesso mondo che determina la riuscita di quello che è, a tutti gli effetti, uno dei giorni più importanti in una storia d’amore. Ma lasciando da parte false immodestie e luoghi comuni, sono convinto che lavorare con professionisti veri, seriamente, studiando e rubando con gli occhi, mi abbia permesso di trovare la mia strada e la mia cifra stilistica, che è poi la cosa più importante quando si intraprende un’opera artistica. E nonostante le mille difficoltà di un segmento, quello della fotografia di matrimonio, che affondano a mio parere le radici nell’estrema facilità con cui si accede all’attrezzatura fotografica e a un indubbio momento di crisi economica, ho compiuto il mio percorso mollando per strada (una lunga strada) le tante e inutili zavorre che mi ero costruito da solo e portato appresso per troppo tempo, decidendo in modo del tutto razionale e ragionato di dedicarmi, appunto, solo ed esclusivamente alla fotografia di matrimonio. E questo, per fortuna, è un percorso che non conosce fine, perché ogni servizio aumenta sì l’esperienza, è ovvio, ma consente di vivere per qualche ora in un mondo non tuo, in un ambiente dove dovresti essere ospite ma non ti ci senti. Spesso sorrido quando sento fotografi dire “fate come se non ci fossi!”. Sorrido perché è impossibile che in una stanzetta treperdue, con una sposa in piena crisi d’ansia, una truccatrice più in ansia di lei, una parrucchiera armata di piastra rovente e una damigella piena di buone intenzioni due fotografi e (spesso) un operatore video passino inosservati. Allora la bravura dove sta? Sta nel tranquillizzare la sposa, che è bellissima per definizione e farla sentire a proprio agio; tranquillizzare la mua per il suo lavoro perfetto e disinnescare la damigella dandole un compito assai importante, uno qualunque, in vero. 

Perché vi racconto tutto questo? Perché uno degli aspetti più importanti che mi sono stati insegnati e che cerco sempre di tutelare all’inizio di un servizio fotografico di matrimonio è il rispetto delle sensazioni degli sposi. Che sono molteplici e quasi mai identici a quelli del matrimonio precedente. 

Ogni coppia è diversa e sta a noi, che siamo incaricati di raccontare un giorno speciale, capirlo e fare in modo che sia davvero speciale.

Il mio primo servizio di matrimonio

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